SINDROME DELLA BOCCA URENTE ( BMS- Burning Mouth Syndrome)

Con questo termine si definisce un disturbo di natura idiopatica caratterizzato da un persistente dolore bruciante o formicolio alla lingua, alle labbra, al palato molle, sulle selle edentule, nell’orofaringe, sul pavimento del cavo orale e sulla mucosa geniena in assenza di lesioni apprezzabili. Fondamentale l’assenza di una qualsiasi causa scatenante, indispensabile per definire la BMS di cui l’eziologia non è nota. Viene inserita nelle neuropatie croniche dolorose. Questa condizione può manifestarsi quotidianamente per lunghi periodi ed essere accompagnata da secchezza della bocca (iposcialia, effettiva riduzione del flusso salivare e cambiamento della sua composizione, oppure xerostomia sensazione soggettiva di riduzione del flusso salivare senza una iposcialia vera e propria) o alterazione del gusto (disgeusia). Possiamo quindi dire che la xerostomia è un sintomo e la iposcialia un segno clinico. Spesso nella BMS è presente la xerostomia in assenza di iposcialia.

La BMS è una malattia diffusa in particolare modo tra le donne adulte in età peri e post-menopausale.  Normalmente il senso di bruciore è presente al risveglio e aumenta durante la giornata per raggiungere solitamente l’apice in serata mentre è assente di notte e si riduce durante i pasti. Oltre al bruciore, il disturbo viene riferito a volte come “metallico”, “salato”, “assenza di sapori” ecc. È comunque una considerazione indicativa che può variare da un paziente all’altro. Può essere irregolare scomparendo anche per giorni per poi ripresentarsi all’improvviso.

Il cavo orale può essere coinvolto interamente o solo in qualche parte, spesso bilaterale. Il senso del bruciore è avvertito sulla punta della lingua (oltre il 50% dei casi), nel bordo alveolare edentulo superiore (45% dei casi), nelle labbra (35%dei casi), nel bordo alveolare edentulo inferiore (20% dei casi), nella mucosa geniena, nell’orofaringe, nel pavimento della bocca e nel palato molle 8nei resti casi).

In Italia la prevalenza della BMS nella popolazione adulta è stimata tra lo 0,7 e il 3,7% con una predominanza nel genere femminile in  rapporto femmina: maschio=7:1.

A livello globale, la prevalenza della BMS è stata stimata intorno all’1,73% nella  popolazione generale con una maggior incidenza nelle donne di mezz’età e più anziane.

La BMS si definisce:

-primaria quando non ha cause mediche evidenti , si ritiene possa derivare da danni ai nervi responsabili della percezione del gusto e del dolore,

secondaria quando ci sono condizioni mediche sottostanti. In questi casi una volta trattata la causa principale i sintomi della BMS secondaria tendono a sparire.

Le cause comuni di BMS secondaria includono:

-disfunzioni nervose:alterazioni nella funzione dei nervi sensoriali periferici che inervano la bocca e la lingua

-disturbi ormonali:  malattie della tiroide, diabete

-infezioni della bocca: candida, lichen planus

– allergie a prodotti dentali, materiali dentali o cibi, irritazioni meccaniche delle mucose orali da parte di protesi incongrue

-parafunzioni masticatorie come bruxismo, digrignamento notturno o serramento

-carenze nutrizionali:- come carenza di vitamina B12o B9

– bocca secca : causata  da certi disturbi come Sindrome di Sjògren, e trattamenti (come certi farmaci e chemioterapia, radioterapia)

– reflusso gastro-esofageo

 

Diagnosi

La diagnosi di BMS primaria, che risulta essere quella più subdola e poco trattabile, non è strumentale o fatta attraverso esami . Principalmente servono un’anamnesi e un esame clinico di osservazione delle mucose del cavo orale. Successivamente quelli utili per escludere cause mediche sottostanti che possono indurre la BMS secondaria possono essere il prelievo ematico, i tamponi orali, i test allergologici, le biopsie.

Dato che si tratta di un disturbo del dolore complesso, il trattamento che funziona per un paziente potrebbe non funzionare per un altro. Per controllare il dolore ci si può aiutare con alcuni rimedi naturali come utilizzare bevande fredde tenendole il bocca a contatto con le mucose o masticare gomme con lo xilitolo, quindi senza zucchero per stimolare l’attività delle ghiandole salivari.

Rivolgersi al proprio dentista, o presso un presidio di patologia orale o tramite

l’otorinolaringoiatra è il percorso consigliato per poter intraprendere l’iter più efficace nella gestione della sindrome.

 

Trattamento

 Ad oggi la terapia della BMS non ha evidenze scientifiche. Una BMS secondaria legata a patologie concomitanti potrà alleviarsi curando la patologia di base.

Risulta fondamentale dedicare tempo all’ascolto di questi pazienti. A volte potrà essere complicato spiegare che la componente psicologica è più importante di quella organica. La terapia deve prevedere un approccio psico comportamentale e alimentare oltre a consigliare prodotti delicati per l’igiene orale

La biostimolazione laser, clonazepam topico, sostituti salivari, capsaicina topica0,25% risultano produrre benefici al paziente. Per trattamenti sistemici il consiglio è quello di rivolgersi ad uno psichiatra per formulare il giusto supporto farmacologico.

Durante le sedute di igiene orale professionale sono sconsigliate le polveri traumatiche a livello delle mucose.

Concludendo quando un paziente si presenta riferendo le problematiche descritte è essenziale avere un approccio medico e non solo odontoiatrico tenendo in considerazione la terapia cognitivo-comportamentale , utile per affrontare la componente psicologica che potrebbe contribuire alla sindrome.

Il nostro team ha una formazione specifica nelle malattie delle mucose orali: i dr.i Marco e Christian Mandelli, Gaetano Massara e Manuela Lupsan hanno conseguito il perfezionamento universitario in Medicina Orale presso l’Università degli Studi di Milano e sono in contatto con l’ambulatorio di patologia orale dell’Ospedale San Paolo di Milano a cui riferiscono i pazienti in caso di problematiche da trattare a livello ospedaliero.

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