Lo sbiancamento dentale

I progetti di prevenzione in ambito odontoiatrico hanno permesso di raggiungere e consolidare nel tempo condizioni di salute orale in tutti quei pazienti che aderiscono ai programmi proposti da odontoiatri ed igienisti dentali.

Questa condizione di benessere ha sviluppato nel corso degli anni un’attenzione all’estetica che si è concretizzata nell’esigenza di rendere più bianco il proprio sorriso. Per questo lo sbiancamento dentale professionale è diventato un trattamento molto richiesto e gradito dai pazienti.

Questo trattamento mediante l’azione di un composto chimico, il perossido di idrogeno o di carbammide, rilasciando ossigeno, permette di modificare il colore del dente ottenendo una colorazione più chiara rispetto a quella iniziale.

Sono, infatti, le molecole di ossigeno che, penetrando in modo naturale attraverso la struttura dello smalto del dente, rimuovono le discromie interne, uniformando e schiarendo il nostro sorriso.

Il primo, metodo il più utilizzato e che fornisce i risultati migliori, viene fatto in ambito domiciliare con delle mascherine personalizzate eseguite in materiale termoplastico molto sottile in cui si introduce la sostanza sbiancante per circa tre settimane. Deve essere tenuta a contatto con lo smalto dei denti almeno sei ore, per cui questa modalità viene effettuata durante la notte dormendo con le mascherine in posizione nell’ arcata superiore e inferiore. Il prodotto usato è un gel sbiancante a base di perossido di carbammide al 10%-16%.

Il secondo metodo, meno utilizzato, lo si esegue con una seduta ambulatoriale di circa un’ora dove l’operatore applica direttamente sullo smalto dei denti da sbiancare il gel dedicato. Il prodotto usato è un gel a base di perossido d’idrogeno al 40%.

Nei casi personalizzati con delle discromie particolari le due tipologie potrebbero essere abbinate, prima con una seduta in studio poi si continuando con una seduta domiciliare con le mascherine. Prima di eseguire il trattamento sbiancante è necessario eseguire una valutazione, eseguita dall’igienista dentale o dall’odontoiatra di eventuali controindicazioni, rappresentate ad esempio da usure dello smalto particolarmente accentuate o da esposizioni dei colletti dentali con una sensibilità già presente in quanto, il trattamento potrebbe aumentare la sensibilità dentale e rendere impossibile portare a termine il trattamento stesso. Una volta accertata la possibilità di intervenire si programma una seduta di igiene orale professionale per rimuovere placca batterica, tartaro e macchie estrinseche dallo smalto dentale.

Questo tipo di colorazioni sono quelle causate dalle sostanze che introduciamo nella nostra bocca e hanno la capacità di macchiare i denti come alcuni alimenti, il caffè, il fumo o alcuni collutori a base ad esempio di clorexidina.

 

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